Spalletti: “Vincere per ripartire, c’è emozione su Icardi vi dico..”

L’ Inter dopo sei anni ritorna in champions league e lo fa ripartendo dal Tottenham e da un girone di ferro con Barcellona e Psv.

Luciano Spalletti oggi ha incontrato i giornalisti per la consueta conferenza stampa. Ecco le sue parole.

E’ una gara che può farvi svoltare?
“Sicuramente sì, sono gare che valgono moltissimo a livello di entusiasmo e convinzione. Secondo me per il momento che stiamo attraversando è una gara che capita a proposito. E’ una di quelle partite e di quelle competizioni che non baratteresti per nulla al mondo. Ho avuto la fortuna di esserci diverse volte, si vivono emozioni incredibili. Se ci sei stato non puoi più farne a meno. La Champions è il luna park del calcio, la Disney del football. Gli addobbi e i colori… Nelle volte precedenti in cui sono stato, proprio perché vai dentro un mondo particolarmente bello e divertente si sentono musiche dentro gli spogliatoi. I calciatori preferiscono la musica, i suoni per entrarci meglio ed essere pronti alla bellezza di questa giostra”.

Cosa deve cambiare nel giro di poche ore? Lei ha parlato anche di atteggiamento.
“Si tenta di essere più sintetici possibile. Se si prendono tutte le risposte diventa facile fare confusione e tra noi ce n’è poca. Si hanno responsabilità importanti se i risultati sono questi e io ho la fetta più importante di responsabilità. Ma se prendiamo anche l’ultima partita e i suoi numeri, di confusione ce n’è stata poca. C’è il fatto di non aver segnato, abbiamo comandato la partita fino al 70′-75′. Dopo abbiamo calato l’intensità e abbiamo preso gol, facendo un po’ di confusione, perdendo ordine. E’ arrivato il timore di non farcela ed è andata a finire così”.

Cosa vi siete detti e cosa vi preoccupa di più?
“E’ sempre allo stesso modo. Quando giochi la partita la rivedi e io l’ho fatto subito dopo aver messo a letto mia figlia. Il giorno dopo parli con la squadra, accompagni con un video. Spesso ci si confronta e si toccano quei punti che vogliamo. In tutta tranquillità. Se i calciatori vogliono partecipare lo fanno, dicendo la loro. In questo caso non è successo. Siamo tutti consapevoli di dover fare di più e che questa è una gara in una competizione che sogniamo fin da bambini”.

Finora in stagione siete sempre stati i favoriti della vigilia. Domani lo sarete ancora o lo è il Tottenham? Puoi aiutarvi non esserlo?
“Non lo so. La fatica dello scorso anno per arrivare a giocare questa partita è uno stimolo superiore alla mancanza di esperienza nella competizione o del timore di andarsela a giocare. Ci sono molti ingredienti che saranno più forti. Magari si può dire che loro avranno più pressione perché hanno più esperienza in questa competizione o sono più forti, ma anche noi siamo forti. Non stiamo attraversando un buon momento ma come dicevo può essere la gara che ti fa sterzare in maniera veloce”.

Hai individuato un aspetto che più di altri ti preoccupa?
“Non siamo ancora stati in grado di prendere quelle qualità individuali del calciatore che ha valori individuali. Sono ancora troppo bassi in troppi calciatori. Sono sicuro potranno tirarli fuori da un momento all’altro perché non dipendono dalla condizione fisica, dal modulo o dal momento psicologico. E’ qualcosa che mi aspetto possa sbloccarsi da un momento all’altro”.

Si parla molto della difficile condizione di Harry Kane. E’ d’accordo?
“No perché abbiamo visto le partite del Tottenham e l’abbiamo visto operoso in ogni situazione. Come metri fatti è uno di quelli che porta con sé i numeri del centravanti forte. Il Tottenham si appoggia molto su di lui perché prova a imbastire in maniera corta ma poi spesso l’azione finisce con il cross su di lui e lui è bravo a trovare con le sue sponde il calciatore che gli gira intorno”.

E’ normale che i giocatori, come ha detto, non intervengano nella discussione del giorno dopo in spogliatoio?
“Io non accetto che la squadra negli ultimi 10′ si divida così in due tronconi o perlomeno che crei di ogni minuto fin dal 75′ la situazione per cui se non va bene qualcosa non riesco a riprendere la partita. Ci deve essere sempre un ordine, un sistema che hai creato e provato a fare da perno per lo svolgimento della partita. Questo mi è piaciuto poco. Però poi abbiamo dovuto analizzare una serie di componenti e se si va a vedere nella partita ci sono. E’ vero, dovevamo fare gol e quello soprattutto ci è mancato, di chiudere qualche palla che ha attraversato l’area nel primo tempo perché abbiamo fatto molti cross fatti bene e recuperato molti palloni sui 65-70 metri. Non abbiamo preso ripartenze come successo contro il Sassuolo. Siamo stati ordinati, continui nell’atteggiamento fino al 70′-75′. Ci sono tutti i numeri che i ragazzi sanno. Non è una cosa di far giocare uno al posto dell’altro. In quel pacchetto di idee ci sono la costruzione, il lavoro, metterlo in pratica. Noi tentiamo di farlo, in questo momento sbagliando. Perché i risultati sono quelli per cui stiamo zitti e proviamo a raddrizzare la situazione perché stare in questa competizione deve essere sempre l’obiettivo di un club come il nostro e quindi dobbiamo riprendere i punti per tornare qui”.

In questo momento le dà più certezze la difesa a 4 o a 3?
“Anche qui bisognerebbe approfondire. Noi abbiamo sempre giocato a 4, ma qualche volta abbiamo costruito a 3. Come ha fatto anche il Tottenham a un certo punto della partita, serve a far perdere d’ordine l’avversario se ha trovato l’incastro giusto per le tue costruzioni. Quando sei a 4 ci sono due terzini che si aprono, se l’azione si sviluppa a destra quello dall’altra parte fa il terzo centrale, se no sei a rischio ripartenza. O tu sei bravo a tenerli là e non gli permetti mai di riguadagnarla allora diventa difficile. Ma se te la prendono sulla trequarti prendi le ripartenze. E’ sempre il terzo centrale ad aspettare la ripartenza”.

L’Inter torna dopo molti anni in Champions con una squadra molto inesperta del torneo. Può essere un problema?
“Mi sembra di aver già un po’ risposto perché prima ho detto che ci manca esperienza ma la curiosità, la voglia di conoscere come si sta in questa giostra deve creare delle attrazioni che vanno oltre il nostro limite e non deve funzionare come pressione. Sono convinto sarà così. Anzi: questa gara così importante è quella che gli farà superare determinati blocchi per quel che si è visto finora. Sono convinto piacerà moltissimo a chi non l’ha vissuta”.

Non si riesce proprio a coinvolgere di più Icardi nell’azione?
“Mauro lasciamolo com’è, perché calcisticamente è fatto bene. Gli piace la profondità. Nell’ultima partita siamo andati con tanti calciatori nella trequarti finale e tante volte quando le squadre avversarie gradiscono che tu vada là è meglio riportarla sul centrocampo per far allentare le loro linee. Così ritrovi l’imbucata in trequarti o se non la copri vai dietro la difesa. Quando è tutto così chiuso bisogna avere quell’estro e quell’uno contro uno rabbioso di tecnica, rapidità nello stretto che non è facile trovare in tanti calciatori che noi in qualcuno abbiamo ma che non abbiamo messo in pratica. In quel momento dovevamo attaccare con qualche ‘passante’ sul secondo palo perché Icardi in quelle situazioni sono tra i più forti che io abbia allenato”.

Ha trovato i giocatori remissivi davanti all’analisi del giorno dopo?
“Noi non abbiamo attaccato nessuno. Non hanno partecipato in quel senso lì. Nessuno ha parlato perché sono infastiditi anche loro dai risultati. C’è da chiacchierare poco e fare molto, questo lo hanno capito al volo. C’è da rimboccarsi le maniche. E’ tutto abbastanza chiaro, anche il fatto che i risultati sono pochi come avete detto voi”.

L’Inter ha le armi per tenere botta contro il Tottenham?
“Noi dobbiamo fare la partita, giochiamo in casa. Dobbiamo tentare di tenere palla. Loro hanno molte armi al loro arco perché hanno tecnica, velocità e questo fatto che l’ultimo quarto d’ora abbiamo un po’ abbassato la qualità di corsa non mi è piaciuto ma questo lo posso rivedere solo domani sera. In allenamento non ci posso mettere mano in queste poche ore. Qui c’è un po’ da allenare chi non ha giocato e lo abbiamo fatto ieri. Oggi c’è solo da pulire le scorie di chi non ha giocato, da ripulire oltre quello che è avvenuto ieri e da muoversi per ricreare quell’impulso che ti prepara alla partita. Questo dettaglio non sono in grado di valutarlo. Domani sera avrò un’idea più chiara”.

Viste le defezioni sta pensando davvero alla difesa a tre con un esterno a tutta fascia?
“D’Ambrosio va valutato, vedremo domani ma penso abbia dolore. Ha una contusione importante nel muscolo. Ieri ha lavorato bene ma sono importanti le ore e il rischio che non ci sia c’è. Così fosse noi abbiamo le nostre possibilità nel gruppo che è stato creato. E’ chiaro che ci vuole la disponibilità di qualcuno a fare qualcosa di diverso. Ma abbiamo la formazione per esprimere tutte le potenzialità che ci vogliono per una squadra come l’Inter. Puoi avere un terzino che spinge di meno a quattro o a tre con due centrocampisti a tutta fascia”.

Di cosa è frutto la mancanza di gol di Icardi in questo avvio di stagione?
“Del momento in cui la squadra non riesce a esprimersi in maniera ottimale, in più di una situazione. Lui ne riceve un gioco da andare a chiudere più sporco di quel che dovrebbe essere o perlomeno non siamo riusciti ad avere quell’equilibrio, come è successo con il Sassuolo o su un paio di altre ripartenze prese che ci consente di tenerlo in una posizione del campo in cui si riesce a sfruttare il meglio che ha a disposizione. Se lo tieni vicino all’area di rigore per lui è un’altra partita”.

L’anno scorso con Brozovic, Rafinha e Cancelo avevate tre fonti di gioco. Brozovic soffre oggi il fatto di essere l’unico a dover impostare la manovra?
“L’unico difetto che posso trovare a Brozovic è che fa troppa strada. Deve stare nella zona che serve per gestire la squadra. Ogni tanto quando va a fare queste corse tra il terzino che si sta inserendo e il centrale, poi per 2-3 azioni non lo ritrovi al centro del campo dove poi dirigi tutte le azioni. Questo lo deve mettere a posto perché quando vede che le cose non vanno bene prova a fare più di un ruolo e perde lucidità. E lui è forte se riesce a mantenere ordine”.

 

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